Il vino nuovo ai primi sorsi

Un splendida serata d’autunno quella del sabato 12 novembre trascorsa alla Locanda Il Boccon Divino di Dragoni, nell’Alto Casertano, in collaborazione con la condotta Slow Food Volturno, nella festa del vino novello campano e l’Aglianico d’eccezione della Cantina Corte Normanna di Guardia Sanframondi, nel Sannio Beneventano, castagne dell’area e tanti amici convenuti anche per contribuire ai vari progetti slow per la tutela delle identità territoriali e delle tradizioni.

NEL SEGNO DI TERRA MADRE Gli impegni di Slow Food come il grande progetto di Terra Madre e i Mille Orti per l’Africa sono stati illustrati da Nicola Sorbo fiduciario della condotta, che ha salutato tutti i presenti, informando sui danni causati alle colture di castagne nell’area trabulana, subiti, come del resto in tutti i territori interessati. La malattia viene diffusa alle piante dal cipinide, un insetto che annida le sue larve nei frutti di castagno causandone la morte del fiore prima e dei frutti poi. Mimmo Mastroianni ha introdotto la storia del vino novello passando dal Gamay francese sino a giungere ai prodotti nazionali e infine alla presentazione del Novello della cantina sannita Corte Normanna, di uvaggio aglianico e barbera del Sannio, un classico assemblato con vitigni campani e ben inserito nel contesto degli abbinamenti dei piatti serviti dallo Chef del Boccon Divino Raffaele Romano. AL BOCCON DIVINO IL GUSTO E’ DI CASA Il camino acceso, la serata è frizzante, la calda accoglienza dello staff ha fatto sì che l’evento si svolgesse in atmosfera tranquilla e nello stile slow. Tanti amici, alcuni ritrovati dopo tanti anni, venuti anche dall’area vesuviana e dalla penisola sorrentina e gli appartenenti alla condotta Volturno, che hanno salutato anche il fiduciario Salvatore Luongo e alcuni soci della condotta SF Agro Aversano, da poco ai nastri di partenza, un importante baluardo inserito nell’areale DOC dell’Asprinio allevato con lo storico impianto a vite maritata, inserita nel contesto ambientale di antiche tradizioni enogastronomiche come quelle atellane e di S. Arpino, in provincia di Caserta. Dopo l’aperitivo di benvenuto sono i piatti dello chef a far parlare di se e dei prodotti tipici del suo territorio, come il Rotolo di sfoglia di salumi e formaggio con timballo di funghi e la Torretta di lasagne di polenta e fagioli con salsiccia e mozzarella di bufala serviti tra le prime pietanza con il novello di Corte Normanna, per arrivare al Fagottino di verza farcito con guanciale e Caciocavallo del Matese sino allo splendido finale, un secondo di Prosciutto di maiale farcito con castagne e funghi, impreziosito con l’abbinamento di un Aglianico 2007 della stessa cantina. Conclusioni con la Crostatina con crema cotta e mela Annurca e le Caldarroste del Castagnaro, che ho visionato durante la cottura, tra escursioni termiche interne al locale di oltre 20 gradi e soli 8 gradi all’aperto. “Tutto quello che nasce è fatto di terra, acqua e radici sono di terra, dentro il grano che mangi e il vino d’uva c’è tutto il buono della terra”. Franco D’Amico SF Volturno